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Eugene Smith Grant

Il prestigioso fondo intitolato a Eugene Smith assegna annualmente dei finanziamenti a fotografi che si sono distinti per un progetto o che ne stanno completando uno. Quest'anno, l'assegnazione delle borse premio della sua 34esima edizione si è tenuta il 16 ottobre nel teatro della School of Visual Arts di New York. La serata, incalzante nel ritmo e cadenzata con la precisione che gli americani sanno mettere in questo tipo di eventi, ha alternato interventi a proiezione di lavori fotografici di altissimo livello. Alison Morley, direttrice del corso di Fotografia documentaristica e fotogiornalismo dell’ICP di New York, ha introdotto la prima proiezione: le fotografie di Takeshi Ishikawa.

Vi starete chiedendo (o forse lo sapete già) chi sia Takeshi Ishikawa, come me lo sono chiesto io quando ho letto il suo nome sul programma della serata. Ishikawa, assistente di Eugene Smith dal 1971 al 1974, ha seguito il fotografo durante la realizzazione del suo famoso lavoro Minamata Bay, sulle conseguenze da intossicazione di mercurio. Racconta Ishikawa: “Mentre lavoravo a Minamata, scattavo delle fotografie, ma non avevo alcuna intenzione di renderle pubbliche. Dopo il 30esimo anniversario della morte di Smith, sono tornato a scattare a Minamata. Mi chiedevo come fosse ora la vita in quel posto e che cosa potessi fare io come fotografo che aveva lavorato per Minamata e per Eugene Smith. Così ho deciso di fotografare gli stessi pazienti che avevano posato per me durante quei giorni di 40 anni prima, a volte nelle stesse località, e di realizzare un “Minamata Notebook” per raccogliere e non perdere la mia esperienza e il ricordo del progetto di Smith.
La prima parte delle foto di Ishikawa mostrano un Eugene Smith al lavoro, in casa con la moglie, addormentato per terra in mezzo alle sue foto. Scatti bellissimi, in un bianco e nero che rende delicato ogni sguardo e ogni luce. La seconda parte è una serie di dittici composti dai ritratti dei malati della malattia di Minamata, 40 anni fa e oggi.

Subito dopo, Brian Storm, presidente e fondatore di Mediastorm, proclama il vincitore dell’Howard Chapnick Grant 2013, vinto dall’organizzazione no-profit FotoKonbit. Maria Arago - presidentessa dell’organizzazione spiega come l’obiettivo di questo progetto sia mostrare Haiti attraverso gli occhi degli Haitiani. FotoKonbit lavora in tutto il paese organizzando workshop fotografici per adulti e bambini e costruendo così un enorme archivio nazionale di immagini. Le proiezioni si sono susseguite rapidamente, ognuna introdotta dall'autore, che presenta il suo lavoro: i finalisti di quest’anno sono stati Bharat Choudary - “The silence of Others”, sulla difficile integrazione dei musulmani nelle culture non islamiche, Edmund Clark - “Extraordinary Renditions and Hidden Spaces on the Global War on Terror”, Maxim Dondyuk - “TB epidemic in Ukraine”, Sebastian Liste - “The new culture of violence in Latin America”, Benjamin Lowy “The fetishization of violence in America”, Pierpaolo Mittica - “Fukushima - No Go Zone”, Ebrahim Noroozi - “Victims of Forced Love”, Sim Chi Yin - “Dying to breathe” e Christian Werner - “Deplete Uranium: the silent genocide”. Javier Arcenillas, madrileno, ha vinto il 2013 E. Smith Fellowship di 5.000 dollari per continuare il suo lavoro “Red Note: violence in Sud America” in cui mostra l’elevatissimo grado di violenza dei paesi Sud Americani. Il fotografo userà questi fondi per andare ad indagare la situazione delle donne vittime di violenza anche nella zona del Centro America. La proclamazione e proiezione del lavoro vincitore del grant 2014 di 30.000 dollari è avvenuta dopo circa un’ora e mezza dall’apertura della serata: Robin Hammond, neozelandese, ha vinto con il suo lavoroCondemned”, reportage sulle condizioni di vita di pazienti affetti da malattie mentali nei paesi africani.Una serata forte, fatta di immagini con un peso specifico elevato.

Mariateresa dell'Aquila

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