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Federico Patellani, Carbonia, Cagliari, 1950. © Federico Patellani - Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea.
Federico Patellani, Carbonia, Cagliari, 1950. © Federico Patellani - Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea.

Federico Patellani, Carbonia, Cagliari, 1950. © Federico Patellani - Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea.

Federico Patellani, Pisa, 1946, tre ragazze in Campo dei Miracoli © Federico Patellani - Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea.
Federico Patellani, Pisa, 1946, tre ragazze in Campo dei Miracoli © Federico Patellani - Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea.

Federico Patellani, Pisa, 1946, tre ragazze in Campo dei Miracoli © Federico Patellani - Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea.

Federico Patellani, Palermo, 1947 © Federico Patellani - Regione Lombardia/Museo di Fotografia Contemporanea.
Federico Patellani, Palermo, 1947 © Federico Patellani - Regione Lombardia/Museo di Fotografia Contemporanea.

Federico Patellani, Palermo, 1947 © Federico Patellani - Regione Lombardia/Museo di Fotografia Contemporanea.

Federico Patellani, Puglia, 1947. © Federico Patellani - Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea.
Federico Patellani, Puglia, 1947. © Federico Patellani - Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea.

Federico Patellani, Puglia, 1947. © Federico Patellani - Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea.

Vi sono state poche occasioni – pochissime, come ha ricordato Giovanna Calvenzi durante la presentazione della mostra a Palazzo Madama – di vedere esposte le immagini di Federico Patellani, scelte dal suo sterminato archivio: sono immagini di un’Italia bellissima e terribile, uno dei pochi paesi incredibilmente definito dai propri contrasti.

Alla fine degli anni ’30 il suo primo viaggio verso sud, a Napoli, e poi dalla fine della guerra viaggi ripetuti in varie regioni, per lui che aveva cominciato a scattare durante il servizio militare in Africa, e poi per il Tempo il primo settimanale italiano a colori, nato sulla scia di Life magazine.

Studente di giurisprudenza, avvicinatosi alla pittura e poi al cinema -  e praticherà quest'ultimo tutta la vita - Patellani viene considerato il primo fotoreporter italiano, nella sua accezione più compiuta e moderna: ha documentato gli eventi cruciali del nostro Paese con una immediatezza e una qualità visiva ineguagliate, attraversando l’Italia appena uscita dalla guerra e proiettata in pochi anni verso il “Boom”, schizofrenicamente divisa tra miss Italia e la povertà più nera.

Troveremo un passato vicinissimo nelle foto di Patellani, di un Paese ingenuo e cialtrone, gaudente e impegnato: dalle manifestazioni del referendum monarchia-repubblica alle selezioni di miss Italia; Sironi, Munari, Croce, Montale e i minatori di Carbonia; le gite domenicali e l’occupazione delle terre; le stelle del cinema italiano e gli operai dell’Alfa; processioni e funerali.

Le curatrici Giovanna Calvenzi e Kitti Bolognesi, che di Patellani furono assistenti e che ne curano il fondo, hanno giustamente sottolineato come l’etichetta di neorealista gli andasse stretta: eppure - forse più per una forma di adesione di chi osserva - queste immagini ci appaiono avvolte dall’aura del Neorealismo, colto nel suo essere un particolarissimo momento della cultura italiana, sfaccettato e irripetibile.

Un occasione unica per ritrovare le immagini di uno dei protagonisti della fotografia italiana.

Federico Patellani, Professione fotoreporter fa parte di una serie di eventi che celebreranno il Neorealismo italiano durante tutto il 2015. La mostra, allestita in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, sarà visibile dal 23 aprile al 13 settembre 2015, a Palazzo Madama, Torino.

Gabriele Magazzù

 

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