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Nasce CartaBianca, uno spazio editoriale in cui chiediamo ai fotografi di scegliere e raccontarci una loro immagine: come è nata? Che cosa rappresenta nel tuo lavoro? Che processo c'è stato per la sua realizzazione? C'è una storia dietro?
I fotografi rispondono come preferiscono, non c'è un format di risposta predefinito ma solo la libertà di farlo secondo il proprio personale modo di raccontare.
È questa la cosa bella, e così
bianca, appunto.

Il progetto nasce da un'idea di Vanessa Vettorello e Mariateresa dell'Aquila, e Ciro Battiloro è il nostro quarto ospite.



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La fotografia scelta
L'immagine è tratta dal mio progetto “Sanità” che porto avanti dal 2015. Il mio progetto si concentra sulla vita del Rione Sanità nella sua piega più intima. Le mie immagini vogliono restituire la parte migliore di quella carne che può essere anche bestiale. Il quartiere Sanità, situato nel cuore di Napoli, è uno dei luoghi più densamente popolati d'Europa. Il quartiere, nato come zona residenziale per famiglie nobili e aristocratiche, è diventato nel tempo uno dei più complessi della città. La mia intenzione non è quella di realizzare un documento storico ma di parlare dell'esistenza umana dall'infanzia alla morte. Per questo il mio progetto è diventato un lavoro sull'amore e la solitudine, condizioni umane fondamentali che sono anche metafore della realtà di questo quartiere.

Marco, padre di tre bambine, con sua figlia Giusy. Marco ogni notte esce per andare a lavorare.



Le mie immagini vogliono essere una carezza che non indulge, essenziale e partecipe, incisiva nel restituire la parte migliore di quella carne che può essere anche bestiale. L'intento dei miei lavori è restituire centralità agli abitanti di queste zone e alla loro quotidianità troppo spesso ignorata a causa dello stigma della marginalità e non presa in considerazione nei processi di gentrificazione. Ci sono persone e gruppi capaci di resistere alle spinte disgreganti.

Nell’immagine è ritratto Marco in un tenero abbraccio con Giusy, la seconda delle sue tre figlie. Marco vive da anni al Rione Sanità, convive con una situazione economica e lavorativa molto precaria, di notte esce per strada a raccogliere del ferro vecchio da rivendere. Chiaramente i suoi sforzi sono tutti mirati al sostentamento delle sue bambine.


Ciò che mi lega a quest’immagine è l’incontro tra i vissuti del soggetto e i miei vissuti personali.Questa è una prerogativa dalla quale i miei lavori non possono prescindere.




Non so se sia un pregio o un difetto della mia fotografia ma non riesco a considerare i miei soggetti semplicemente da un punto di vista documentaristico, necessito di una relazione e di una condivisione che riesce a farmi entrare nella dimensione esistenziale delle realtà che vado a ritrarre e allo stesso tempo mette in discussione la mia dimensione esistenziale.

In questa foto provo a raccontare di Marco e della sua famiglia, ma allo stesso tempo mi rendo conto che in quell'abbraccio c’è tutto ciò che in parte ho ricevuto e forse ancor più ciò che avrei voluto ricevere da mio padre. In quell’abbraccio c’è il mio pormi tante domande sul cosa significhi essere padre e in particolare esserlo in una società della quale tanti princìpi non condivido. Le risposte sono nella purezza e innocenza di quest’attimo. Mi domando, in questo momento che stiamo vivendo, quando e come i nostri corpi ricominceranno a toccarsi e se ciò sarà sufficiente a riempire di armonia il vuoto verso il quale da tempo ci siamo spinti.



Marco e la sua famiglia, Rione Sanità, Napoli 2017.





“Imparerai a leggere leggendomi il braccio e un giorno forse piangeremo insieme.”
Davide Pascarella





Ciro Battiloro, gennaio 2021



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Ciro Battiloro (Torre del Greco, 1984) è un fotografo italiano con base a Napoli.
Ha studiato filosofia presso l'Università degli Studi di Napoli “Federico II” e successivamente si è specializzato in fotografia documentaria. Il suo lavoro è un'analisi complessiva sull'essere umano, usa un approccio molto intimo e attraverso la vita di tutti i giorni discute di tematiche sociali più ampie. In particolare la sua ricerca degli ultimi anni si è concentrata su alcuni quartieri del sud Italia (Rione Sanità a Napoli, Quartiere Santa Lucia, Cosenza) che hanno subito processi di marginalizzazione.
Nel 2015 è stato selezionato per la 2a edizione di LAB, Laboratorio Irregolare curato da Antonio Biasiucci, nel 2017 è stato selezionato per la residenza artistica Bocs Art - International Artistic Residences e nel 2018 per la residenza Up-Urban people.
I suoi lavori sono stati pubblicati su diverse riviste: L’espresso, Internazionale, LFI, Gup e sono stati esposti in diversi musei, gallerie e festival in Italia e all’estero tra cui Galleria Lia Rumma (2018), Galleria del Cembalo (2017), Helsinki Photo Festival, Photo Israel, In Cadaques, Cortona on the Move Festival e IMP Festival-International Month of Photojournalism.

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