Phom

Rencontres d'Arles 2014

"Parade" è il tema scelto quest'anno da François Hébel per la 45ma edizione dei Rencontres d'Arles, l'ultima sotto la sua guida. Saranno molti gli autori che ritorneranno per una "ultima" apparizione, a conclusione evidentemente di un lungo percorso: Lucien Clergue, Raymond Depardon, Martin Parr, Christian Lacroix.
Come sempre, anche tra le mostre dei veterani è la diversità a costituire la cifra del festival. Lucien Clergue - uno dei fondatori - festeggerà i suoi ottant'anni con una grande retrospettiva "Les hommes et les femmes", con video, interviste e materiali inediti. Raymond Depardon sarà presente con il suo lavoro sui monumenti ai caduti eretti in Francia dopo la I Guerra Mondiale, commissionato per il centenario della Grande Guerra. Martin Parr presenterà una selezione di introvabili libri di fotografia cinesi, un vero e proprio excursus in una realtà editoriale poco conosciuta. Lo stilista Christian Lacroix, sostenitore del festival e guest curator nel 2008, rende omaggio alla bellezza delle donne della città con "L'Arlesienne", per l'occasione allestita nella nuova location della cappella dell'Hôtel Jules César.

Una nuova sezione, Originals, presenta artisti e curatori che si esibiscono per la prima volta all'interno del festival, con grande attenzione al ritratto quest'anno: David Bailey con "Stardust", già esposta alla National Portrait Gallery; Patrick Swirc e l'attore Vincent Pérez, anche loro presenti con una serie di ritratti; Denis Rouvre con "Identités, territoires de l'intime", persone comuni illuminate da una luce neo-rinascimentale.
Sempre più presente é poi la fotografia che si avvale di interventi - digitali e non - che la rendono un oggetto espanso, in alcuni casi inclassificabile: la narrazione di Anouck Dourand, un intenso intreccio costruito con foto di famiglia, d'archivio e ritagli di riviste; e poi: i collage di Vik Muniz, gli strani oggetti pop di Daile Kaplan.

Poi grande spazio alle collezioni: dall'esemplare percorso classificatorio della collezione Artur Walther, alla collezione Trepat curata da Joan Fontcuberta, alle foto storiche di Léon Gimpel e delle collezioni Hunt e Hudelot.

Con circa 50 mostre sparpagliate per la città, ed una varietà e un'attenzione curatoriale che non hanno eguali, almeno in una kermesse dai grandi numeri, i Rencontres ogni anno trasformano questa città romana della Provenza nella capitale mondiale della fotografia.
Inoltre, oltre alle esposizioni il festival ospiterà come di consueto proiezioni, dibattiti, workshop, letture di portfolio, sezioni off e lo storico premio per i nuovi talenti.

La conclusione di un ciclo quindi, che ha portato il festival dall'essere un riferimento per addetti ai lavori alla celebrità globale - quasi 100.000 visitatori l'anno scorso - e che si pone, per certi aspetti, come un nuovo inizio.

Rencontres d'Arles, dal 7 luglio al 21 settembre.

Gabriele Magazzù

 

Leave a Reply