Phom

Un piccolo libro sul periodo forse meno celebrato di Robert Frank, quello dagli anni'70 in poi, in cui l'autore si riappropria della propria biografia attraverso la corrispondenza di amici come Ginsberg, Kerouac, e artisti e fotografi che lo hanno seguito e stimato negli anni. Una piccola gemma editoriale che Phom vuole condividere con voi.

Travolto dal mito di The Americans, il Robert Frank degli anni '70, quello del "ritorno" alle immagini fisse, ha subìto forse una sorta di eclissi involontaria, o almeno una sottoesposizione, come uno che venisse oscurato dalla sua stessa ombra.
In questo piccolo libretto, Thank You, vi è forse l'essenza di quel Frank lì, paradossalmente aumentata dal fatto che il libro è costituito da immagini non sue.
Sono le immagini di cartoline inviate negli anni da amici e conoscenti, per salutare, congratularsi o esprimere sostegno.
"Una umile e riluttante forma di autobiografia" scrisse l'editore in occasione della sua uscita, con parole sorprendentemente azzeccate. Una piccola autobiografia raccontata da altri, con parole e immagini, ma incredibilmente assemblata dal suo protagonista con lo stesso spirito e modalità delle sue "altre" immagini, quelle di Flamingo: collage rauschenberghiani dove la vita intorno irrompe, deflagra, costruisce.

Una occasione per riscoprire lo spirito "beat" di Frank, un piccolo diario tra pubblico e privato.

Scalo publishing, Zurich-Berlin-New York, 1996.
80 pp., 60 immagini a colori e b&n, 5x8".

Gabriele Magazzù

 

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